San Bartolomeo - In particolare




A) LA VERA DI POZZO
fig.A1 - La vera di pozzo inserita nella
                      scala davanti all'altar maggiore La posizione della vera di pozzo, attualmente inserita tra i gradini della scala davanti all'altar maggiore (fig.A1), potrebbe corrispondere a quella della sorgente taumaturgica dell'antico tempio di Esculapio, rappresentandone il legame ideale. L'ipotesi più accreditata ne fa risalire l'origine alla fondazione della chiesa ottoniana.
Ricavata dal rocchio di un'antica colonna (ne è riconoscibile la base), porta scolpite quattro figure inserite in piccole edicole (fig.A2÷A5); a partire da quella rivolta verso l'ingresso della chiesa e procedendo in senso antiorario troviamo:  Cristo con il libro aperto, un santo (probabilmente Sant'Adalberto) in abiti vescovili con il pastorale ed il libro chiuso, l'imperatore O
ttone III recante un disco con il modello dell'antica chiesa e San Bartolomeo con il libro aperto e il coltello del suo martirio.


A2


A3

A4

A5
A2 - Il lato frontale della vera con la figura di Cristo recante il libro aperto e le lettere OS e PV sullo sfondo
A3 - Sul lato destro (sud-ovest) della vera è raffigurato Sant'Adalberto, o secondo alcuni S.Paolino, in abiti vescovili con il pastorale ed il libro chiuso. Sullo fondo le lettere TE I SCI
A4 - Sul lato posteriore, rivolto verso l'altare, è l'immagine dell'imperatore Ottone III (v. sezione Personaggi) che reca nella mano un disco con incisa l'immagine della chiesa primitiva. Sullo sfondo le scritte CIR CVDANT
A5 - Il lato sinistro (nord-est) raffigurante San Bartolomeo che regge il libro aperto e, nella destra, il coltello simbolo del suo martirio (v. sezione Personaggi). Sullo sfondo le lettere ORBE ROTAN TI
Partendo dalla figura del Cristo, e procedendo sfig.A6 - La parte superiore della vera di pozzo
                    con i segni delle cordeempre in senso antiorario, si riconosce la seguente scritta, inserita in modo irregolare sullo sfondo delle quattro figure: 

       OS PU-TEI S[AN]C[T]I - CIR CU[N]DANT - ORBE ROTAN TI
       [I santi in cerchio circondano la bocca del pozzo]

Nella parte superiore della vera sono visibili (fig.A6)  i segni lasciati dalle corde usate per attingere l'acqua dal pozzo e che ne hanno reso illeggibile la scritta.
Inizio Pagina

B) LA PALLA DI CANNONE
fig.B1 - Palla di cannone e lapide
Nel 1849, durante l'assedio dell'esercito francese alla Repubblica Romana da poco costituitasi (9 febbraio), che portò alla resa dei repubblicani il 4 luglio dello stesso anno, una palla di cannone scagliata dalla Via Aurelia entrò nella chiesa attraverso il muro cadendo, miracolosamente senza provocare danni, sull'altare della cappella della Vergine (quella alla destra dell'altare maggiore).

La palla è stata murata nella parete sinistra della cappella stessa sopra una lapide che ricorda l'avvenimento: il testo è riportato qui di seguito con la traduzione a lato.

BELLICUM HOC TORMENTVM
IN PERDVELLES E VIA AVRELIA IACTVM
EXEVNTE IVNIO MDCCCXXXXIX
DISIECTOQVE ANTICO PARIETE HVC IMMISSVM
SOSPITATRICE MARIA OPIFERA
SVPER ALTARE INOPINATO CONSTITIT
FRANCISCALIVM QVE INCOLVMITATEM POSTERIS
REFERT

Questo proiettile di guerra,
lanciato contro i nemici dalla via Aurelia 
alla fine di Giugno 1849
e, sfondato il muro anteriore, qui entrato, 
per aiuto di Maria salvatrice
si fermò inaspettatamente sull'altare,
e comunica ai posteri l'incolumità dei Francescani

Inizio Pagina

C) LA CAPPELLA DEI MOLINARI
Nel locale alla sinistra dell'altare maggiore, inizialmente adibito a sacrestia e successivamente trasformato in cappella da Giulio III  a metà del XVI secolo, i mugnai romani stabilirono fino al 1846 la sede religiosa della loro corporazione "Romana Molendinariorum", sotto la protezione di S.Paolino, decorandola con scene della loro attività (fig. C2÷C5). Il restauro del sacello contenente le reliquie dei santi custodite nella cappella è ricordato dall'iscrizione in fig.1. A terra sono presenti tracce di un antico pavimento cosmatesco.
La lapide murata nella parete sinistra (fig. C6) riporta, sopra la raffigurazione di un molino, la scritta seguente, relativa ad un restauro del 1626:

CAPPELLA DELL'ARTE DE MOLINARI
FONDATA PER DETTA ARTE
ET A BENEFICIO ET COMODO DI QUELLA
DA GABRIELE CRISPIATI
COME CAMERLENGO DI DETTA ARTE
A FONDAMENTI
NEL TEMPO DI GIULIO III FEL MEM
ET L'ANNO MDCXXVI
DA FRANCESCO MORETTI
ET ALFONSO ERCOLANI DEPUTATI
ET CONSOLI DI DETTA ARTE
RESTAURATA A NOME DELL'ARTE
ET PER QUELLA

fig.C1 -
                              Iscrizione che ricorda il restauro del
                              reliquiario

fig.C2 - Uno
                              dei due dipinti monocromi di molini

fig.C3 - Un
                              molino e una bestia da soma adibita al
                              trasporto del grano

fig.C4 -
                              Rappresentazione di un molino nella volta
                              della cappella

fig.C5 -
                              Rappresentazione di un molino nella volta
                              della cappella

fig.C6 - La
                              lapide che ricorda uno dei numerosi
                              restauri della cappella

Inizio Pagina

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
"Isola Tiberina" Fabrizio Plateroti - 2000 - Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
"S. Bartolomeo all'Isola Tiberina" Marco Pupillo - 1998 - Ed. Angelo Guerrini e Associati SpA
Inizio Pagina